Tutto ha inizio con un semplice invito, quello di Enrico Galiani che tramite Facebook mi propone di partecipare al Durona Trail nella valle del Chiampo. Le foto di paesaggi fantastici sui quali non ho mai messo piede e la prima edizione, con il suo fascino tutto da scoprire, mi “corrompono” facilmente e in un batter di ciglia sono iscritto al mio primo ultra viaggio!

Dopo settimane di corse su e giù per i Colli Euganei in compagnia de iLupiTeam – Adventure Run è finalmente arrivato il fatidico 20 giugno. Il piano della corsa è semplice, devo mantenere un ritmo “lento ma inesorabile“, così da portare a casa questo viaggio di 60 km.

Ore 6.30 si parte, la giornata è perfetta: soleggiata con una temperatura piacevole. Il panorama è di quelli in full HD e le sensazioni sono ottime.

Uno dopo l’altro passo senza difficoltà i vari ristori a 9, 15 e 20 chilometri. Ora il gioco inizia farsi duro, nella prima parte di salita che porta al Rifugio Bertagnoli, rifiato e mi aggrego a un gruppetto di 3 veterani. La seconda parte di ascesa è in solitaria e al 30° km, giunto al ristoro vado all-in, in tre sorsi: coca, sali e birra. Riparto un po’ inebriato e in compagnia di Lucio, un altro padovano, arrivo al Rifugio Montefalcone.

Durona Trail

Lucio si stacca e dopo aver corso in cresta per un paio di chilometri, arriva il momento di affrontare la discesa. Un sentiero molto stretto a zig zag che non ti permette di prendere troppa velocità. Su un tornante cado per la troppa foga, solo qualche graffio e riparto a cannone.

Dal 40° km fino al ristoro del 48° km non incrocio anima viva e dentro a un fitto tratto boschivo finisco anche l’acqua. Arrivato al Passo Santa Caterina, mentre faccio il rifornimento tanto atteso mi accorgo di avere compagnia: un temporale pazzesco si sta per scatenare sopra le nostre teste.

Durona trail prima edizioneUn paio di lampi e tuoni sono il preludio per una pioggia torrenziale e fredda, la mantellina antivento non basta, sono infreddolito e bagnato fradicio. Mi fermo e in tutta fretta tiro fuori dallo zaino la maglia asciutta e la giacca più pesante (il materiale obbligatorio mi ha salvato).

Sono rinvigorito e riparto a tutta birra, i sentieri sono diventati dei rivoli d’acqua e il mio pensiero va a chi è ancora in quota. Data la situazione capisco che solo dei pazzi non fermerebbero la gara, i coriandoli che aiutano nella segnalazione dei sentieri sono spariti, ma soprattutto affrontare la discesa a zig zag con questa pioggia incessante, sarebbe veramente pericoloso.

All’ultimo rifornimento idrico mi dicono che forse la corsa viene sospesa, io decido di continuare. A pochi chilometri dalla fine smette di piovere, un volontario della protezioni civile mi indica con le mani che la gara è sospesa, ma in discesa a 3’30” e sprizzante di gioia, solo un cecchino può fermarmi.

Affronto l’ultimo tratto sterrato: un sentiero è diventato un torrente in piena (oppure era prevista la corsa su un torrente?), mentre una ripida discesa è percorribile solo col fondoschiena.

Arrivo a Chiampo con l’entusiasmo a 1.000, attraverso l’ultima passerella e riesco a concludere il mio primo ultra trail in 7h e 39′.

Arrivo prima edizione Durona Trail

Dispiace per il maltempo che ha tolto a molti la gioia di arrivare (anche per pochi km), ma credo che l’organizzazione sia stata da 10 e lode anche per aver preso la difficile decisione di sospendere la corsa.

Grazie mille per l’esperienza FANTASTICA, mi sono divertito moltissimo!