Silvio
Federico

Sono Silvio, un “giovanotto” classe 1952 che ha imparato ad andare in bicicletta molti anni fa.

A insegnarmi fu mio nonno, che mi mise in sella a una vecchia bici da donna senza freni. Dopo vari tentativi mi lasciai andare, stavo pedalando da solo! Però per fermarmi andai a finire nel letamaio, lascio a voi immaginare la reazione di mia madre!

La passione per la bicicletta era così grande che all’età di 14 anni iniziai a correre come esordiente presso la società ciclistica Padovani, allenato dal Dott. Domeneghini, responsabile de settore giovanile. Ebbi la fortuna di rimanere presso la S.C. Padovani per 5 anni sino a dilettante, poi passai ad un’altra società, la G.S. Despar dove rimasi per altri 2 anni, sino alla partenza del militare.

Finito il militare la vita cambiò radicalmente, mi dedicai completamente al lavoro e la bici rimase in garage inutilizzata per molto tempo. Ogni tanto mi veniva il desiderio di riprendere a pedalare, ma uscivo così di rado, che non riuscivo mai ad avere un minimo di preparazione, così la bici tornava ad impolverarsi in garage, nel frattempo gli anni passavano. Tuttavia il primo amore non si scorda mai… feci altri tentativi sempre con scarsi risultati.

silvio bici normaleNegli ultimi anni incomincia ad usare la MTB per percorrere argini e sterrati rigorosamente in pianura, ma dopo alcuni anni dei soliti percorsi piatti, diventò una noia. Venne naturale il desiderio di cambiare scenario e incominciai a fare qualche salitina, ma il peso e l’età non erano dalla mia parte. Arrivavo a casa talmente stanco che per riprendermi mi ci volevano 2/3 giorni. Tra me e me dicevo: “ma chi telo fa fare??”

Oramai ho più di 60 anni, mi piace la bici, fare del sano movimento fa bene, mi piacerebbe fare dei bei percorsi da cicloturista anche con un pizzico di agonismo, allora ho incominciato a pensare ad una bici diversa: più leggera, più performante, più più… ma a me servirebbe soprattutto qualcosa che mi aiuti nei momenti critici!! Cosa mi serve avere una super sportiva se poi non ho le gambe o il fiato per pedalare?

Ci vorrebbe una bici elettrica!

Ma nel mio immaginario la bici elettrica è quella dei vecchietti che vanno a messa… io mi sento ancora giovane, e vorrei qualcosa di diverso:

  • vorrei pedalare normalmente;
  • vorrei un aiutino solo quando sono in difficoltà;
  • vorrei arrivare al termine di una salita con ancora le forze per tornare a casa;
  • vorrei un aiutino quando trovo il vento contro;
  • vorrei un aiutino quando sto rientrando da un giro di diversi km;
  • vorrei pedalare liberamente e sentirmi bene.

Quale mezzo mi permette di fare tutto questo?

Dopo varie ricerche ho avuto la fortuna di conoscere la Frisbee, in particolare il modello Dolomites, le sue caratteristiche tecniche sembravano fatte su misura per me!

A distanza di qualche anno posso con immensa gioia dire che il mio sogno si è avverato.

Oggi sono in grado di percorrere qualsiasi percorso, in pianura, collina o montagna, anche in compagnia di cicloturisti molto allenati e più giovani di me, senza trovarmi in difficoltà, avendo la consapevolezza che in qualsiasi momento critico posso contare sull’aiutino della mia fantastica e-bike.

La scelta di una e-bike spesso viene trascurata dal cicloamatore, perché l’informazione è rivolta ad una categoria di ciclisti ecologici, attenti al risparmio, ecc. ecc. Anch’io la uso per recarmi al lavoro, soprattutto d’estate per non arrivare tutto sudato, inoltre si risparmia carburante dell’auto e non si inquina, ma la soddisfazione che si prova nei percorsi da cicloturista sono impagabili, provare per credere!

Mi chiamo Federico, sono nato nel 1987 e da sempre ho subito il fascino dalle imprese sportive che richiedono grandi prove di resistenza. Tuttavia la mia storia sportiva ha visto un lento avvicinamento alla pratica costante di corsa e ciclismo.

Dopo aver provato alcuni sport come nuoto e karate, nel 1996 mi appassiono all’attività sportiva che quasi tutti i miei coetanei praticano: il calcio. Giocando al fianco dei miei amici e compagni di classe, riesco a ottenere dei buoni risultati nelle categorie esordienti e giovanissimi.

Nel 2000 faccio il mio primo avvicinamento alla corsa oltre al calcio. Grazie alla nascita di una succursale del CUS Padova proprio negli impianti sportivi del mio paese, ho la possibilità di cimentarmi anche nell’atletica leggera. Provo un po’ tutte le distanze, ma è il mezzofondo dove riesco a esprimermi al meglio. Insieme ad altri due ragazzi della mia età, riusciamo a conquistare il titolo regionale della staffetta 3x800m e per pochi decimi non stabiliamo il nuovo record regionale.

Il mio idillio con l’atletica ha vita breve. Dopo appena un anno faccio fatica a conciliare scuola, calcio e atletica, così decido di allontanarmi da quest’ultima. Nel corso degli anni continuo a giocare a calcio, anche quando nel 2010 mi trasferisco a Berlino per uno stage di 6 mesi. Al mio ritorno in Italia, trovo una mentalità differente da quella tedesca. Il divertimento è in secondo piano e in campo c’è sempre più cattiveria.

Nel 2012 appendo le scarpe al chiodo e complice l’avvicinarsi dell’inverno, mi faccio una lunga stagione sciando tra i monti. All’arrivo della primavera riscopro la corsa. Acquisto un orologio con GPS e la soddisfazione di vedere i km percorsi al termine di ogni attività, suggella l’amore per un’attività sportiva che avevo sempre un po’ snobbato.

Pian piano nascono due sfide con me stesso:

  1. aumentare il numero di km che riesco a percorrere,
  2. diminuire i secondi per percorrere un singolo chilometro.

Oltre alla corsa, faccio anche qualche uscita in bicicletta, con una mountain bike che mi era stata regalata quando avevo 14 anni. Provo poi una vecchia bici da corsa, ma con entrambi i mezzi trovo delle difficoltà.

Con la bici da corsa sono costretto a viaggiare solo per strada, dove il pericolo rappresentato dal traffico è una costante. Così per poter affrontare gli sterrati degli argini utilizzo la MTB, che però risulta più estrema dell’attività realmente effettuata.

Necessito di una via di mezzo tra le due tipologie di bici e grazie ai consigli di Silvio e Toni, scopro quella che per me è una nuova tipologia: la gravel. Risulta la scelta ideale per poter pedalare su qualsiasi tipologia di superficie senza sacrificare significativamente le prestazioni.